Strade Nuove. Oltre la crisi

barellieri-o-profetiPrima della crisi vivevamo in un mondo felice? Certamente no. Oggi le contraddizioni sono solo più stridenti perché toccano più persone. Occorre allora cambiare, iniziando dai nostri stili di vita per cercare un nuovo modo per essere felici. Insieme.

di Giovanni Serra – Vicepresidente Mo.V.I.

Siamo in un tempo preoccupante e bello.

La crisi fa paura, fa perdere posti di lavoro, riduce la ricchezza di molti, aumenta il divario fra ricchi e poveri, genera incertezza sul futuro…

Eppure questa crisi porta dentro di sé anche una speranza. La speranza che si possa finalmente cambiare vita e trovare un’altra strada per la felicità. Chi lo ha detto che prima della crisi eravamo tutti felici?

  • Un mondo dove tutti devono correre e competere gli uni con gli altri, è un mondo felice?
  • Un mondo dove il 20% delle persone vive nell’abbondanza sfruttando l’80% delle risorse della Terra, mentre l’80% delle persone vive in povertà o quasi povertà, è un mondo felice?
  • Un mondo governato da grandi multinazionali, grandi banche d’affari e pochi politici che impongono scelte politiche e stili di vita, è un mondo felice?
  • Un mondo dove la pubblicità ci ha convinto tutti che solo “IO valgo”, è un mondo felice?
  • Un mondo dove ognuno è spinto a comprare e consumare senza sosta e senza senso, anche quello che non serve, è un mondo felice?

La crisi ha reso evidente a tutti che se il mondo è costruito sull’individualismo e sull’egoismo la conseguenza è inevitabile: una grande insoddisfazione o una grande infelicità.

E allora dobbiamo cambiarlo questo mondo. E la crisi può essere la grande opportunità per provarci. Insieme. Dobbiamo reimparare a non interessarci solo di noi stessi. Dobbiamo reimparare la solidarietà. Che non è solo buonismo, è il senso di essere responsabili gli uni degli altri, perché senza la felicità dell’altro la mia felicità è impossibile. Il mondo può essere migliore per tutti, se ciascuno si mette in gioco – gratuitamente – per gli altri. O meglio, per se stesso e per gli altri, per la comunità nella quale vive e per il mondo intero di cui è ospite.

Ma come si fa? Quali sono le strade nuove per imparare la solidarietà?

Come Mo.V.I. – Movimento di Volontariato Italiano – ne abbiamo individuate cinque. Il volontariato di prossimità, la cura dei beni comuni, l’impegno per la democrazia, la scelta di nuovi stili di vita sostenibili, il sostegno alle forme di economia solidale e di comunità. Non sono tutte quelle possibili, ma alcune di quelle dove ci sono persone che le stanno percorrendo ed esperienze innovative. Percorrendo queste strade nuove potremo imparare da chi ci precede e con chi ci accompagna. Potremo imparare insieme cosa significa il bene comune.

Allora, proviamoci, mettiamoci in movimento. Non conta quanto ne sappiamo, conta la volontà di dire basta ad un mondo vecchio e l’impegno di cominciare una strada nuova. Mano a mano che la nostra esperienza andrà avanti, la nostra sensibilità si svilupperà e saremo più capaci di trovare modi efficaci per procedere e nuovi compagni di strada, che non immaginavamo neanche.

E quando saremo tutti in movimento, il mondo sarà già cambiato.

Per leggere il documento “Strade nuove” visita il sito www.movinazionale.it 

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