Servizio Civile Solidale: parlano i protagonisti

logo-servizio-civile-solidale-fvgNel comune di San Daniele del Friuli dal 7 luglio 2014 si è avviato il progetto del Servizio Civile Solidale nel quale sono coinvolti 9 giovani tra i 16 e i 18 anni. Chi leggendo un volantino, chi coinvolto da amici o chi per puro caso ma tutti assieme  hanno iniziato questa nuova avventura. Un percorso insolito e impegnativo che offre una formazione innovativa.

di Samanta Menegon

San Daniele del Friuli, 28 maggio 2015. Le modalità con le quali si può entrare nel mondo del Servizio Civile Solidale, in particolare nel progetto sostenuto dal comune di San Daniele, sono molteplici. La maggior parte dei ragazzi coinvolti in questo progetto è stato informato nella propria scuola da alcuni professori che hanno illustrato in generale il progetto e le sue finalità. Altri invece, attirati da alcuni volantini, si sono soffermati sul testo contenuto interessandosi al tema del volontariato. Infine, come ultima modalità, ci sono i giovani che, conoscendo o avendo già svolto questo progetto, hanno coinvolto i loro amici ad entrare a far parte di questa nuova realtà. Indipendentemente da come sono arrivati a fare questa scelta,  ognuno dei ragazzi ha deciso spontaneamente di svolgere il Servizio Civile Solidale e iniziare con emozione la sua nuova avventura.

Abbiamo chiesto ai partecipanti come si sono trovati e che cosa hanno provato all’inizio delle loro esperienze svolte all’interno di diverse associazioni. Ecco le opinioni di due volontarie del servizio civile Debora De Cecco e Federica Bortoluzzi.

“Sono passate solamente due settimane e questa esperienza mi sta già insegnando molte cose, ci racconta Debora. Una in particolare mi ha colpito molto ed è scoprire come, aiutando il prossimo, sia più quello che si riceve di quello che si dà. L’appagamento personale e la sensazione di benessere che si provano quando si aiuta una persona con difficoltà sono una crescita personale che non ha prezzo. Posso dire di essere davvero felice di aver iniziato questa esperienza”.

Dopo una settimana dedicata alla partecipazione alle attività del Centro Salute Mentale e dell’AVULSS, in questi giorni, ho avuto la possibilità di avvicinarmi ad un campo totalmente diverso: la scuola. L’ambiente – ci spiega Federica – non ha nulla a che vedere con quello di qualche giorno fa ed è proprio questo – a mio parere – il lato più interessante del progetto del Servizio Civile Solidale. Il richiedere una certa versatilità e soprattutto il dare l’occasione di affiancarsi a molte associazioni ognuna con una sua peculiarità (diversissime l’una dall’altra) è il punto focale, il fattore che mi ha probabilmente responsabilizzato maggiormente.

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