Fiabe per guarire

fiabe per guarireIn alcune tradizioni orientali, le fiabe venivano usate come “medicine”, perché esse avevano lo scopo di sanare i conflitti o le ferite emotive che avevano dato origine alla malattia. Da quando ho iniziato a leggere so per esperienza che i libri curano e alcune storie nascondono la soluzione ai nostri problemi.

di Daniela Patrignani

Rapallo, 08 aprile 2015. Questa è una fiaba speciale, l’ho scritta per i bambini di una scuola materna che, all’improvviso, non avevano più visto una loro piccola compagna, che un giorno era stata presa in custodia dagli assistenti sociali ed era andata a vivere in un’altra città. Attraverso i loro disegni e la narrazione di questa storia, i bambini sono stati aiutati a rielaborare questa mancanza

La rondinella Estella

C’era una volta una piccola rondine che si chiamava Estella. Insieme alla sua mamma Rondìna aveva fatto un lungo viaggio attraverso il cielo, ed era arrivata dal suo paese dell’est in un luogo più tiepido,  una piccola città sul mare.

La mamma rondine era da sola e faticava a costruirsi un nido. Durante la giornata doveva volare di qua e di là in cerca di vermetti per nutrire la sua rondinella e non sapeva dove lasciarla mentre lei andava  a procurarsi il cibo.

Un giorno, mentre volava tristemente, vide un grande albero a tre piani, pieno di uccellini piccoli piccoli. Alcuni facevano la nanna nei loro lettini, altri giocavano sulle altalene, altri  imparavano a muovere le alucce e a fare i primi voli. Rondìna si avvicinò incuriosita ed incontrò una cicogna che le sorrise.

“Che posto è questo?”- le chiese

“E’ l’asilo dei baby uccellini”- rispose la cicogna – “se devi andare a lavorare puoi lasciare qui la tua piccina, si divertirà.”

“Mi piacerebbe tanto”- sospirò mamma rondine – “ma non posso. Non ho nulla da darti in cambio. Non ho un nido, non conosco nessuno in questo paese e i pochi vermicelli che prendo sono per me e la mia piccola. ”

“Portala lo stesso”- disse la cicogna -“io e le mie aiutanti, le cinciallegre, avremo cura di lei. Sarà al sicuro in questo albero, l’aiuteremo  noi a crescere.”

Rondìna ringraziò commossa e da quel giorno la rondinella Isabella andò all’asilo del grande albero. Lì imparò a stare con gli altri uccellini, ad aspettare il suo turno per andare sull’altalena e soprattutto a cantare. Quando cantava, le sue melodie facevano venire in mente tante cose: i lunghi giorni dell’estate, l’immensità del cielo, la felicità di essere piccoli e di potersi fidare di qualcuno.

Un giorno alla porta del grande albero, si sentì bussare.

“Chi è?”- chiese la cicogna

“Aprimi”- rispose una voce -“sono il vento” .

“Che cosa vuoi?”

“Ho sentito il suono di una bellissima melodia e vorrei farla ascoltare anche agli animali della foresta e ai pesci del mare. Voglio portarla con me, in giro per il mondo.

“Stai parlando della rondinella Estella?”- chiese la cicogna- “Guarda che è abituata a stare qui, nell’asilo del grande albero. Non lo sai? Qui ha tutti i suoi amici..”

“Io sono il vento della vita, decido io le correnti che spostano le nuvole, portano via le foglie, fanno cambiare le stagioni. Sono io che ho portato  in volo, in questo paese la mamma rondine e la sua piccola, ma adesso devono continuare il loro viaggio.”

La cicogna sapeva che il vento della vita è saggio e vuole il bene di tutti, ma si sentiva lo stesso un po’ triste a dover lasciare andare Estella.

“Sei cattivo, vento, perchè vuoi portare via la nostra amica?”- chiesero gli uccellini dell’asilo-” noi vogliamo ancora giocare con lei. Lasciala qua. Se ti piace sentirla cantare vieni ad ascoltarla alla recita di fine anno, ti terremo un posto in prima fila, promesso..”

Il vento, allora, intenerito dalle parole degli uccellini, soffiò verso il cielo e fece cadere una pioggia di petali di fiori. Poi soffiò sulla terra e portò accanto al grande albero tanti piccoli ramoscelli, fiocchi di lana, cartine colorate.

“Ecco”- disse agli uccellini-“vi prometto che prima o poi ripasserò di qui e vi riporterò la vostra amica, ma adesso dobbiamo proprio andare. Con questi ramoscelli e questi petali ognuno di voi può costruire un piccolo ricordo per dirle quanto le vuole bene. Poi le maestre cinciallegre glielo porteranno raggiungendola in volo.”

Così la rondinella canterina uscì dal grande albero con la sua piccola valigia, piena di bei ricordi. Il vento la portò con sè a cavallo di un arcobaleno. Prima di spiccare il volo Isabella si voltò a salutare i suoi amici, facendo ciao con la sua aluccia.  Era serena. Il vento la portava verso nuove avventure e sapeva che i suoi amici l’avrebbero sempre ricordata con affetto.

Se sei interessato a saperne di più sul mondo delle fiabe terapeutiche, spero che il mio blog ti sia utile.

 

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