Expo 2015: la vita è adesso

padroni del mondo

Il mondo si è ritrovato intorno al tavolo dell’Expo e, tra una portata e un’altra, si è chiesto quale fosse la ricetta per risolvere la questione della fame che affligge da ormai troppi anni milioni di persone.

di Crescenzo Cuomo

Salerno, 20 febbraio 2016. A distanza di alcuni mesi dalla fine dell’Expo 2015, ci sono due temi che rimangono sul tavolo: come trovare una soluzione al bisogno nutritivo di un quarto degli abitanti del globo terrestre che soffre la fame? Come possiamo ridurre lo spreco di cibo nei Paesi più ricchi?

Sono troppi anni ormai che si conoscono i numeri di persone denutrite, o diversamente che hanno un’alimentazione scorretta, portando a disturbi di salute, con malattie legate all’ obesità o sovrappeso; le condizioni di vita ormai variano in tutto il mondo, dal sud al nord del globo, i dati sono raccapriccianti, lo scenario non è uno dei migliori, eppure nel 2015 con tutte le più grandi innovazioni, ci si interroga ancora su come sfamare le famiglie.

Il nostro paese, grazie ad Expo 2015, ha messo in evidenza un’associazione di grandi valori e principi, cioè la Caritas, la quale in quanto ente della Chiesa Cattolica ha avuto l’onere di proporre un aiuto ai più deboli, alla classe sociale definita povera, e a cercare di trovare soluzioni, agendo in prima persona nella lotta allo spreco del cibo, e a rendere essenziale il concetto di aiutare il prossimo con azioni vere, per questo motivo sostiene lo sviluppo sociale, agisce sulle cause della povertà e della violenza, assiste con azioni di sensibilizzazione e offre risposte concrete alla crisi umanitaria, anche perché il vero povero alla fin dei conti non è chi non può mangiare e quindi va alla mensa per avere un piatto caldo, il vero povero non è chi si va a prendere il pacco alla Caritas, la vera povertà si trova nel cuore delle persone che magari senza dignità sprecano, distruggono, odiano, la povertà nell’anima forse fa più male, di una persona che con dignità cerca di portare a casa un minimo stipendio o pensione che sia per poter sfamare, con stento la sua famiglia.

Forse il mondo si è muove sempre troppo lentamente per far arrivare dei concetti, davvero avevamo bisogno di Expo 2015 per porre degli interrogativi a come nutrire il mondo? Non si conoscevano ancora questi problemi? E se la risposta è “si, eravamo già al corrente di tutto con dati alla mano” allora è ancora più grave.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *