CovidTime – Un Servizio di Ascolto a Favore degli Anziani

L’Associazione RosaRoja mette a disposizione un numero verde gestito da giovani volontari. Ascolto e proposte, per un nuovo inserimento sociale.

Alla luce dell’attuale situazione di pandemia dovuta al covid 19, ho, ritenuto importante indagare su come si stanno muovendo le associazioni di Volontariato in Sardegna, per far fronte alla nuova situazione di isolamento forzato, vissuto da un gran numero di persone, in tutto il territorio italiano.

Se la situazione è grave e piena di disaggi per tutti, diventa allarmante per una fascia di persone più fragili e sottopposti a maggiore stress psicologico, come i bambini e gli anziani, che soffrono più degli altri della mancanza di liberta’, dell’isolamento e, spesso, dalla impossibilità di contatto coi propri cari o i loro affetti.

A questo proposito ho voluto intervistare Elisabeth, presidente dell’ “Associazione RosaRoja”, Associazione che si occupa di aiuti umanitari sia a livello locale (Sardegna), che a livello Nazionale e Internazionale; Fornendo aiuti ad extracomunitari con problemi di inserimento e favorendo altri progetti come l’ Erasmus.

D: Elisabeth, come sta affrontando la tua Associazione questa emergenza pandemica, secondo te si tratta di un periodo circoscritto, o qualcosa sta cambiando radicalmente, Tornerà tutto come prima?

R: Dipende… credo che tutto dipenda da noi, dalle nostre Coscienze. Sento che è importante che si cambi qualcosa.

D: Come si sta preparando la tua Associazione per cambiare questo “qualcosa”?

R: Beh, questo qualcosa non è così definito e compatto, si mostra giorno per giorno, sottoforma di livelli di adattamento a questo nuovo ordine di cose, e non tutti rispondono allo stesso modo. Noi, come Associazione, stiamo cercando di creare connessione attraverso il progetto CovidTime, in tutto il Territorio Nazionale. Un progetto nuovo, che si proppone di creare rapporti intergenerazionali, con lo scopo di coinvolgere i più giovani nel servizio dell’ascolto attivo. Attualmente gli anziani che stanno manifestando seri disaggi emotivi in seguito al loro stato di isolamento forzato e di allarmismo mediatico continuo, possono, attraverso un numero verde, creare un dialogo telefonico con del personale debitamente preparato, formato da volontari giovani , aperti all’ascolto ed all’interazione.

D: Questo ascolto è fine a se stesso, o si propone, anche, come ricerca di soluzioni?

R: Questo servizio è legato anche ad una ricerca, con lo scopo di portare soluzioni ad eventuali problematiche che si riscontrano, e che vanno al di là della sofferenza del distacco che si è venuto a creare a seguito della pandemia. Lo scopo è anche quello di riuscire a colmare il varco di incomunicabilità che si è creato tra queste due generazioni. Lo scopo futuro sarà quello di creare spazi adatti, tipo centri civici, dove ci siano attività che coinvolgano le due fasce di età.

D: Bel progetto, e molto interessante. Come dovrebbero funzionare questi centri, a livello pratico?

R: Noi non abbiamo scoperto l’acqua calda, con questo progetto. Infatti sono realtà che già esistono in altre parti del mondo, come in tanti paesi Europei: Francia, Germania, Spagna, ed altri. La nostra idea è di iniziare con Cagliari che è una graziosa città con tanti quartieri. Ogni quartiere ha il suo centro civico, ci piacerebbe creare un punto di incontro tra giovani e anziani dove vengono fatte delle formazioni, anche il banale corso di inglese, che viene fatto in diverse fasce orarie per i pensionati. Infatti molti pensionati non vedono l’ora di andare in pensione perchè hanno progetti personali da realizzare, ma altri sono pigri, non vedono l’ora di andare in pensione per starsene a casa e rilassarsi. Però ci sono molti che hanno anche paura di andare in pensione perchè non saprebbero che fare e temono di deprimersi vedendo la loro vita senza più scopo. Attraverso questi centri, cercheremo di stimolarli verso la vita. I giovani, ascoltando gli anziani, avranno la possibilità di arricchirsi di quella parte di identità della vita, imparando attraverso l’esperienza di chi ha gia fatto la sua parte sia in loco, che fuori dalla propria realtà culturale.

D: Quindi attraverso questo progetto di ascolto, avete anche intenzione di lanciare questo nuovo progetto sociale. Avete già avuto dei riscontri?

R: Stiamo interaggendo con le persone attraverso il servizio di ascolto, ed a livello del territorio ci stiamo muovendo alla ricerca di spazi e strutture che i Comuni potrebbero metterci a disposizione. Ci stiamo inoltre confrontando con chi ha già fatto questa esperienza sia in loco, che fuori dal territorio Nazionale.

Bene Elisabeth, ti ringrazio per il tempo che mi hai voluto dedicare e per l’aiuto umanitario che state offrendo ai molti anziani che stanno interagendo con voi, e che trovano una voce amica che li possa sostenere. Postiamo qui il numero verde – 800 91 35 11 – , che può essere utilizzato gratuitamente delle ore 8,00 alle 24,00 sette giorni su sette.

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