Bolivia: una musica per la vita

FSC_concertoIn Friuli dal 19 gennaio e al 4 febbraio un’orchestra giovanile boliviana ha trascorso il suo tempo tra concerti, scambi con scuole ad indirizzo musicale e qualche visita sul territorio. Un’iniziativa insolita certamente significativa per i componenti di un’orchestra giovanile e di un quartetto, “Mùsica Vida”, provenienti dalla Fundaciòn Sinfònica Cochabamba che, muniti di strumenti musicali, hanno intrapreso una nuova avventura.

Abbiamo intervistato la direttrice dell’istituzione Silvia Trombetta, udinese, prima diplomata in Flauto traverso nella scuola di musica di Udine e, in seguito, laureata al Conservatorio di Castelfranco Veneto

Com’è nata l’idea di creare un’orchestra giovanile in Cochabamba?

Silvia: l’idea nasce dalla constatazione che bisognava portare la musica classica in zone della città e della regione dove non arrivava. Questo perché i concerti, fino a quel momento, erano tenuti nel centro cittadino e vi partecipava solo gente appartenente alla classe alta. Si iniziò così a portarla nei quartieri di periferia ottenendo una risposta interessante.

I ragazzini si avvicinarono incuriositi per vedere dove poter studiare musica e da questo si ebbe l’idea di aprire uno spazio realmente aperto a tutti. Così si scoprì con entusiasmo un nuovo luogo dove poter studiare senza dover spendere molti soldi. I fondatori dopo essersi chiesti che tipo di proposta musicale fare e aver svolto delle ricerche decisero di optare per il modello venezuelano Abreu (El Sistema) poiché ritenuto il più adatto.

Chi entra a far parte dell’orchestra?

S: c’è di tutto, la mia orchestra è solo una delle tante. Abbiamo vari gruppi orchestrali nella sede centrale ma anche delle orchestre in periferia dove entrano i ragazzi del quartiere. Qui, in centro città, entrano a farne parte sia figli di professionisti che i figli del muratore o della portinaia.

Quali possibilità offre la scuola?

S: i ragazzi ricevono una formazione musicale rispettabile dove c’è un piano di studi musicali e un piano di studi conforme alle norme nazionali. Il nostro lavoro costante fatto con i ragazzi è di tentare di sviluppare in loro valori come la sincerità, la collaborazione, l’usare bene il proprio tempo, la solidarietà ecc.

Com’è stata l’esperienza in Friuli?

S: è stata fantastica, passata la stanchezza soprattutto fisica, i ragazzi sono stati molto contenti. Vedo che continuano a riempire le loro pagine web con le foto dell’Italia. Sono stati entusiasti delle conoscenze fatte tanto che sono ancora in contatto con le famiglie che li hanno ospitati e con gli amici trovati nelle altre orchestre.

Il pubblico come ha reagito dopo aver visto i concerti?

S: il pubblico in Friuli mi sembra abbia risposto super bene, c’è stata una partecipazione numerosa, un pubblico veramente amichevole e generoso. Tutto ciò ha fatto molto piacere ai ragazzi soprattutto il fatto di suonare davanti ad un pubblico sempre diverso, a seconda della sede dei vari concerti.

Se sarà possibile pensa di organizzare altri viaggi simili a questo?

S: per l’organizzazione di nuove tournée il problema grosso è quello del costo. Per ora di concreto non abbiamo ancora programmato nulla. Ora devo occuparmi della fondazione essendo mancata per un mese e mezzo. Inoltre stiamo organizzando l’inizio dell’anno scolastico

Com’è arrivata all’orchestra?

S: quando sono venuta in Bolivia, sono venuta come volontaria prima con le Suore Rosarie poi col CeVI e ho dovuto mettere da parte il mio flauto, questa è stata una cosa difficilissima per me. L’opportunità di lavorare nella Fondazione Sinfonica di Cochabamba mi ha permesso di unire le mie due passioni più grandi: la musica e la solidarietà. E ora guai a chi tocca il mio flauto.

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