Banca Etica: capitali coraggiosi

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Banca Etica chiude i propri sportelli alla Voluntary Disclosure, mentre il sistema bancario promuove iniziative per chi vuole regolarizzare i capitali detenuti all’estero e non dichiarati.

di Maria Paola Tavazza

Roma, 09 aprile 2015. Ecco un nuovo termine straniero che presenzia da mesi le pagine dei giornali: la Voluntary Disclosure. E’ uno strumento – in vigore dal 1° gennaio di quest’anno – di contrasto all’evasione fiscale con differenze rispetto a sanatorie e scudi precedenti. Nel condono fiscale, infatti, l’ammontare è solitamente ridotto a una cifra forfettaria mentre nella Voluntary Disclosure il contribuente dovrà versare per regolarizzare la propria posizione nei confronti del fisco tutte le imposte arretrate non pagate e le sanzioni previste, con uno sconto parziale. Non è paragonabile nemmeno a uno Scudo Fiscale, perché – a differenza del primo che era anonimo – il procedimento sarà nominativo.

Cosa è la Voluntary Disclousure? E’ una procedura – introdotta dalla legge n.186 approvata lo scorso 15 dicembre – che consente agli italiani che detengono attività finanziarie o patrimoniali all’estero, non dichiarate al Fisco, di sanare la loro posizione, anche penale, pagando le relative imposte e le sanzioni in misura ridotta. Una procedura che punta a far entrare nelle casse dello Stato 6,5 miliardi di Euro grazie alla “collaborazione volontaria” che si spera faccia emergere almeno 30 dei 150 miliardi di Euro rimasti oltre confine dopo l’ultimo scudo fiscale. Non solo. La Voluntary Disclosure si applica anche per i soldi detenuti “in nero in Italia”. Un giro di denaro molto ghiotto per le banche!

No ai fondi provenienti dalla Voluntary Disclosure. Tra le banche c’è una voce fuori dal coro, è Banca Etica. Ieri il suo Consiglio di Amministrazione ha deciso: la banca non acquisirà nuovi clienti se riterrà che le somme per l’apertura del rapporto e/o per l’esecuzione di un’operazione risultino provenienti da fondi oggetto di procedure di collaborazione volontaria (come la “voluntary disclosure”) o di altre fattispecie simili, volte alla regolarizzazione da parte del contribuente dei capitali detenuti all’estero e non dichiarati.

E per i clienti di Banca Etica? Stessa misura e stesso peso. In questo caso il CdA di Banca Etica chiama i suoi operatori “a prestare la massima attenzione ai casi in cui rilevino che la provvista sottesa all’esecuzione di un’operazione è costituita da fondi oggetto di procedure di collaborazione volontaria, applicando in tali fattispecie misure rafforzate di adeguata verifica”.

Banca Etica: una scelta coerente. In linea con la sua mission Banca Etica conferma l’impegno che la distingue fin dalla sua nascita, come spiega il suo presidente Ugo Biggeri “Banca Etica si è sempre astenuta dall’acquisire nuovi clienti e dal rafforzare i volumi della raccolta cavalcando i diversi “scudi fiscali” approvati dai Governi in carica, di volta in volta con procedure più o meno ammiccanti nei confronti degli evasori fiscali. Riconosciamo che la legge n.186 approvata lo scorso 15 dicembre e contenente le misure per la così detta “voluntary disclosure”, vale a dire la collaborazione volontaria per l’emersione e il rientro di capitali detenuti all’estero, non si configura come un vero e proprio scudo fiscale, ma abbiamo reputato coerente con la mission di Banca Etica e il suo impegno per un uso responsabile e trasparente del denaro la scelta di non accogliere nemmeno in questo caso i capitali che rientreranno in Italia dopo un tentativo di occultamento all’estero”.

Perché non rimanga sola una bella notizia. Assuefatti come siamo alle logiche imperanti in questo mercato finanziario e politico, quasi restiamo stupiti di fronte a chi resta coerente con le proprie origini e con i propri soci. Una scelta forte, quella di Banca Etica, difronte alla quale possiamo, oltre a rallegrarci che ci sia ancora chi lavora per cambiare la società in cui viviamo, dare continuità e sviluppo. Come? Ad esempio conoscendo meglio l’uso etico e trasparente che Banca Etica fa del denaro così come tutti i servizi che ci propone. Il primo passo è semplice: visita il loro sito istituzionale e cerca la filiale a te più vicina!

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