AIPD e il progetto “Lavoriamo in Rete”

logo-aipdCon il progetto “Lavoriamo in Rete” l’AIPD aiuterà i giovani del sud con sindrome Down a orientarsi nel mondo del lavoro. Una serie di azioni concrete per rispondere anche alle esigenze delle famiglie, la cui principale preoccupazione resta il “dopo di noi”.

di Laura Cirella

Reggio Calabria, 7 luglio 2015. La giornata è delle migliori, sole, cielo azzurro e leggera brezza; nel cortile e nella sala conferenze dell’Hotel President, a Gallico, quartiere nord di Reggio Calabria, un gruppo di ragazzi, pennarelli colorati alla mano, disegna le sagome dei propri corpi su grandi fogli. Occhi, naso e bocca, una presentazione: chi sono, come mi chiamo, quanti anni ho, di che colore i miei capelli e poi cosa vorrò fare da grande? Già, cosa vorranno fare da grandi Giada, Luca, Alessia e tutti gli altri partecipanti, appena ventenni? Come immaginano il loro futuro?

aipd3Loro sono i ragazzi del progetto “Lavoriamo in Rete – Percorsi di inserimento lavorativo nei territori del Sud”, promosso da AIPD Nazionale (Associazione Italiana Persone Down) e finanziato dalla Fondazione CON IL SUD, un progetto nazionale che coinvolge 13 sezioni AIPD e 38 persone con sindrome Down delle regioni del Sud e delle Isole. Dal 5 al 9 luglio, a Reggio Calabria, sono 14 i ragazzi con la sindrome Down, delle sezioni AIPD di Reggio Calabria, Cosenza, Catanzaro, Milazzo e Termini Imerese, che partecipano al seminario di orientamento al lavoro tenuto da Andrea Sinno e Monica Berarducci, operatori di AIPD Nazionale, un’occasione per lavorare sull’autonomia, approfondire e conoscere le proprie potenzialità e le proprie risorse.

L’autonomia è uno degli aspetti chiave per chi ha la sindrome down o, in generale, vive una disabilità. Lo spiegano bene anche Egizia e Federica, due operatrici AIPD che affiancano i ragazzi nel loro percorso di orientamento. “La principale preoccupazione delle famiglie, chiaramente, è il dopo di noi. Per questo lavoriamo per offrire ai ragazzi tutti gli strumenti possibili per rendersi autonomi, per poter affrontare la vita e il mondo del lavoro con meno ostacoli possibili” spiega Egizia.

aipd1Federica è una delle volontarie più giovani ma la sua esperienza in AIPD è già intensa.  “Io e Giada siamo cresciute insieme, uscivamo e andavamo al mare assieme” – Giada è una delle ragazze con sindrome down che partecipa al progetto – “Ora sto studiando psicologia, voglio specializzarmi per poter offrire al meglio il mio contributo all’associazione. Lavorare con i ragazzi di AIPD è un’esperienza bellissima, non siamo noi che facciamo volontariato per loro, sono loro che lo fanno per noi, perché quello che sono in grado di darti, in termini di scambio, emozioni e relazioni, è qualcosa di unico e prezioso”. Federica ha già accompagnato Giada in un’esperienza lavorativa in un ristorante, un’occasione che ha permesso a Giada di interfacciarsi con il mondo del lavoro, mettersi in gioco, scoprire le sue potenzialità. Ed è questo l’obiettivo generale che AIPD si da, anche con questo progetto, cercare di formare e orientare al meglio i ragazzi e contestualmente sensibilizzare anche le aziende.

Da una indagine condotta dall’AIPD nel 2013 emerge che tra le delle 1.026 persone con Sindrome di Down maggiorenni presenti nelle 43 sezioni AIPD aderenti alle 43 sezioni locali, solo 125 lavorano un’assunzione a tempo indeterminato con regolare contratto e di queste solo il 12% nel Sud e nelle isole. Il progetto Ma proprio per questo “Lavoriamo in rete” ha proprio la finalità di incrementare  ha tra i suoi obiettivi l’incremento del il numero dei lavoratori con sindrome di Down e i percorsi di orientamento sono pensati proprio per continuare a costruire per loro e con loro un futuro lavorativo possibile.

“Per un’azienda si tratta di fare un salto di qualità” spiega Marisa, altra operatrice del progetto “perché le aziende non sono adeguatamente sensibilizzate rispetto alla possibilità di avere un lavoratore disabile. Ovviamente si tratta di compiere uno sforzo in una fase di inizio, una persona con una disabilità ha tempi e capacità differenti. Ma una volta superata questa fase niente impedisce a una persona con sindrome Down di svolgere una precisa mansione lavorativa. AIPD si sta muovendo molto in questa direzione, sensibilizzare per far capire che è possibile.”

aipd2La legge 68/1999 prevede che i datori di lavoro che occupano almeno 15 dipendenti siano tenuti ad avere alle loro dipendenze lavoratori con disabilità. Non sempre questo accade. Spesso le aziende preferiscono pagare una multa piuttosto che usufruire di tutti gli sgravi che la legge prevede assumendo un lavoratore con disabilità. Per questo il 26 giugno scorso, al Comune di Reggio Calabria, è stato firmato un Protocollo di Intesa tra Provincia di Reggio Calabria, Comune di Reggio Calabria, Comune di Campo Calabro, Confindustria, Confcommercio, Confesercenti, L’Istituto Comprensivo Statale “Campo Calabro / San Roberto”, l’Istituto d’Istruzione Superiore “L.Nostro – L. Repaci” – Villa San Giovanni, l’Istituto Magistrale “Tommaso Gulli” – Reggio Calabria. Il protocollo è finalizzato all’integrazione lavorativa delle persone con sindrome di Down nell’ambito della creazione di un SIL – Servizio Inserimento lavorativo, rivolto alle persone con sindrome di Down. I contesti produttivi sono caratterizzati da elementi quali la produttività, l’efficienza, la velocità, tutti canoni che, nell’idea comune, non si coniugano alla disabilità. La stipula di questo protocollo vuol dimostrare come, se individuati i luoghi ed i compiti giusti, una persona con disabilità può lavorare e produrre. Attraverso un’opera di mediazione ed un’attività mirata, tutti possono lavorare.

AIPD Reggio Calabria, che nell’ultimo anno ha intensificato le sue attività, sta quindi mettendo in campo tutte le azioni necessarie per abbattere le barriere, architettoniche e culturali, che impediscono, anche alle persone con sindrome Down, di godere pienamente dei propri diritti. Tutto ciò nonostante le difficoltà della città di Reggio Calabria, i trasporti poco funzionali, l’assenza di bonus o sovvenzioni, e persino la carenza di una sede fisica, della quale i volontari sono alla ricerca. Un luogo in cui dove potersi riunire e organizzare le attività di animazione, un aiuto in più alle ragazze e ai ragazzi con sindrome di down che, anche stamattina, non hanno lesinato i loro straordinari sorrisi, carichi di fiducia e speranza.

Per avere maggiori informazioni sulle attività promosse da AIPD puoi visitare i siti web dell’ AIPD nazionale o della sezione AIPD Reggio Calabria

 

Aiuta AIPD Reggio Calabria. Se sei a conoscenza della possibilità di una sede per la sezione AIPD di Reggio Calabria scrivi a info@aipd-rc.it oppure telefona a 0965-329410

 

 

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