Bambini proibiti

BAPRO001 Un libro che racconta storie di famiglie italiane nella Svizzera degli anni ’60 ma che ci spinge a scoprire i bambini invisibili d’Italia spesso figli della nuova immigrazione

di Èlia Beacco

Bambini proibiti è fatto di storie vere. Adulti che si raccontano e ricordano. L’autrice è Marina Frigerio, psicologa e psicoterapeuta, figlia di emigrati lombardi. Ha raccolto le storie in questo piccolo libro dell’editrice trentina IL MARGINE, con un lavoro appassionato quanto preciso ed uno stile asciutto. E’ un libro scritto non per muovere pietà ma per giustizia. Un atto di ribellione all’indifferenza del “non sapevo”. E per aiutarci a riconoscere che oggi rischiamo di chiudere gli occhi allo stesso modo sul dolore di chi – anche in Italia – non riesce a dire ragioni e diritti con voce abbastanza alta.

Nascosti perchè proibiti

Nella Svizzera degli anni ’60–’70, paese destinatario di forte immigrazione,  se eri figlio di stagionale per poter stare insieme a mamma e papà dovevi stare nascosto, spesso in un unica stanza che rappresentava tutto l’alloggio disponibile. Non si poteva fare rumore, non si poteva ridere forte né piangere, costantemente nella paura di venire scoperto. Non ci poteva essere la scuola, i giardini pubblici, due calci ad un pallone. Le alternative: essere cresciuto in Italia da nonne o zie oppure in Collegi vicino al confine di quel Paese dove tu non potevi entrare. Ma erano caserme per bambini, con durezze quasi insopportabili. I bambini di quel tempo sono diventati ragionieri, operai, funzionari consolari, artigiani, insegnanti. Qualcuno di loro ha avuto un impegno politico o sindacale, qualcuno è diventato regista o giornalista. Raccontano cosa significava essere figlio di emigranti stagionali cui non era consentito il ricongiungimento familiare; un prezzo pagato dai bambini in una età nella quale i genitori e la famiglia sono la sicurezza indispensabile per sentire di “avere un posto” nel mondo. Un prezzo pagato dai genitori che spesso si sentivano colpevoli di non aver potuto offrire nulla di meglio ai loro figli. L’edizione italiana di Bambini proibiti (prefazione di don Luigi Ciotti) ci fa capire il clima di quegli anni, commenta e descrive gli “echi italiani” provocati dalla denuncia del fenomeno dei bambini nascosti.

VIDEO INTERVISTA ALL’AUTRICE MARINA FRIGERIO

Bambini invisibili anche oggi?

Nel nostro Paese leggi in materia di immigrazione a volte lacunose o contraddittorie fanno affermare che “è ragionevole pensare che vi siano bambini nascosti anche in Italia e ne danno testimonianza il 5°, 6° e 7° rapporto (pg. 49) della Convention on the Rights of the Child. L’Italia è anche destinataria di una raccomandazione del Comitato Onu che richiede sia rispettato e reso praticabile il diritto di tutti i bambini nati e cresciuti in Italia ad essere registrati alla nascita, indipendentemente dall’estrazione sociale ed etnica e dallo status soggiornante dei genitori.

Un approfondimento del problema si può trovare qui

One thought on “Bambini proibiti

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